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Mentre molti utenti devono ancora scoprire le potenzialità delle connessioni 4G, la Next Generation Mobile Alliance sta impacchettando il nuovo comparto strutturale dedicato alla tecnologia 5G.

Connessione sulla carta al pari di una fibra ottica, questa innovazione porterà cambiamenti decisivi non solo nell’uso dei piani mobile, ma anche nella diffusione e nell’efficienza dell’Internet of Things, con connessioni possibili per più dispositivi in contemporanea e meno ritardo di risposta.

Cos’è il 5G

Per i profani della terminologia, 5G sta letteralmente per “Generazione 5”, lo standard usato ormai dalla nascita dei telefonini ed evoluto lentamente durante gli anni: 1G, 2G e il poi famoso 3G che ha permesso la mobilità (precedentemente disponibile solo tramite il pressoché inusabile WAP) e a seguire 3.5, 4, 4.5G… la velocità di queste connessioni è estremamente potenziata da una generazione all’altra e per la tecnologia 5G questo salto pare ancora più gigante.
Attraverso l’uso di frequenze altissime, in Italia a 700mhz, ma potenzialmente usabili fino all’ordine dei 3ghz, o persino più in alto, fino ai 26ghz, la connessione in arrivo su uno smartphone è in grado di ridurre i tempi di latenza a 1ms e far acquisire velocità di connessione dai 25 ai 250 megabyte al secondo. Per chi non sapesse ancora a cosa si riferiscono questi termini, la latenza è letteralmente il tempo di risposta da uno smartphone a un sito contattato, mentre 250 megabyte al secondo significano meno di 4 secondi per scaricare un CD da 700mb.
Tutto questo è reso possibile proprio grazie alle alte frequenze, le quali lavorano su impianti antennistici già presenti, le quali andranno semplicemente ad essere più “capillari” sul territorio, ma mantenendo sempre le stesse potenze di trasmissione. Con buona pace di molti animi inquieti, nonostante il protocollo ed il meccanismo con cui lavora il 5G sia diversa rispetto il 4G, la tecnologia rimane invariata rispetto i suoi predecessori, andando anzi probabilmente ad evitare l’ennesimo impatto sui singoli dispositivi, i quali quindi continueranno ad emettere lo stesso quantitativo di onde elettromagnetiche.

Come funziona il 5G e perché è così innovativo

Il 5G, chiaramente quindi, sarà una tecnologia dalle molteplici innovazioni. Una delle principali è sicuramente quella di essere così fondamentalmente diversa nella tipologia di onde, da richiedere dei dispositivi specificatamente sviluppati per far funzionare la nuova connessione. Persino i televisori, dal 2017, sono dotati di un sintonizzatore detto DVB-T2 proprio per questa modifica radicale all’uso delle nuove frequenze.

Chi può usare il 5G

La corsa per la funzionalità offerta dalla tecnologia 5G è sicuramente accelerata, così che è stato reso possibile ad alcuni utenti di utilizzarla “in anteprima”, a patto questi siano dotati dei dispositivi 5G approved e solo in alcune zone specifiche di alcune grandi città.
Durante la fine del 2018 si sono svolte le aste per l’assegnazione delle frequenze, evento che ha visto Tim, Vodafone e Iliad aggiudicarsi i 700mhz, mentre Vodafone, Wind Tre, Tim e Iliad aggiudicarsi quelle da 3.7ghz. Infine, premio di consolazione a Fastweb per le frequenze a 26ghz, con Vodafone, Tim, Wind Tre e Iliad protagoniste anche qua di un acquisto di massa delle frequenze.
Nel futuro, quindi, non si prevede una presenza del 5G nei pacchetti di Open Fiber dell’Enel e Linkem, in quanto non assegnatarie di alcuna frequenza disponibile in Italia. Chiaramente, le cose sono destinate a cambiare, specie se si aprono nuove frequenze.

I rischi: sono reali?

Per qualche strana ragione, la tecnologia 5G a causa forse delle sue innovazioni sensibili rispetto le tecnologie precedenti, ha attratto una serie di allarmisti e preoccupazioni di vario tipo, legate ai potenziali rischi sulla salute.
Molti definiscono infatti il 5G un “avvelenamento elettromagnetico”, per via dei numeretti alti contenuti nelle frequenze, il quale chiaramente creano tanto più allarme nei profani, quanto più è alto il numero.
Tuttavia, proprio come per le tecnologie precedenti, i dati a riguardo sono altamente insufficienti e, se proprio, l’unico vero rischio sulla salute è l’aumento di antenne sul territorio, una problematica che comunque non dovrebbe impattare su nessuno, tranne per quelle situazioni – perseguibili per legge – dove la vicinanza con le antenne di un’abitazione è inferiore alle distanze stabilite dalle legislazioni vigente.
Ha riscosso molto clamore, inoltre, il crescente aumento di utilizzo di wi-fi e altre tecnologie legate alle onde elettromagnetiche radio. Se le onde radio sono state ufficialmente, scientificamente stabilite come non nocive per la salute (in quanto sono le stesse onde, in qualità infinitamente inferiore, che riceviamo dal sole) quelle elettromagnetiche utilizzate nelle connessioni continuano ad avere pochi studi effettuati a riguardo, così che le psicosi di massa rischiano di diffondersi con estrema facilità.
Oggettivamente, invece, gli unici dati che abbiamo a disposizione rimangono quelli già presenti: stare a contatto stretto con un oggetto in grado di emanare e ricevere onde in momenti critici, come un cellulare, tenendolo a contatto diretto col proprio corpo, è sicuramente dannoso a lungo termine ed è quindi una pratica da evitare in qualsiasi modo.
Per il resto dell’allarmismo, invece, pare proprio che le uniche preoccupazioni riguarderanno appunto l’aumento delle antenne in circolazione (per via della decadenza maggiore nello spazio delle onde 5G) che, in casi di plateale rifiuto delle regole, verranno installate a distanze troppo ridotte dalle abitazioni, causando fastidi e problemi di salute agli abitanti all’interno.

In conclusione

La tecnologia 5G appare come un’altra grande rivoluzione del nuovo millennio, con le capacità di connessione spinte ad un nuovo livello, il quale sarà utilizzabile in moltissime altre, nuove, forme. Per quanto i rischi siano ancora da indagare ed eventuali misure di sicurezza da implementare, l’emozione degli sviluppi futuri è palpabile e, meno filantropicamente, quella degli investitori è un’emozione da diverse migliaia di Euro.

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